The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Meno carne in Danimarca

15546884931_f2c86c39aa_bLa Danimarca potrebbe essere uno dei primi paesi al mondo a introdurre una tassa sul consumo della carne rossa. La proposta (eng) arriva dal Comitato danese per l’etica. Un analoga proposta è al vaglio del governo svedese, mentre la PETA ha posto il problema negli USA. Alla base di questa proposta c’è l’idea che l’alimentazione a base di carne provochi altissimi costi alla collettività in termini di spese mediche e danni ambientali. Gli aumenti dei casi di tumore e malattie cardiovascolari gravano sui servizi sanitari pubblici in termini di esami medici, terapie, medicine. Ci sono poi gli effetti climatici negativi dovuti agli allevamenti intensivi e di questi il comitato etico danese ha tenuto conto con la sua proposta. “Lo stile di vita danese è lontano dall’essere sostenibile per il clima. E se vogliamo essere coerenti con gli accordi di Parigi e l’obiettivo di mantenere la crescita della temperatura globale sotto i 2° C dobbiamo agire rapidamente e occuparci anche dell’alimentazione“, ha scritto il Comitato. L’idea di tassare la carne ha una sua logica stringente immediatamente percepibile quando andiamo al supermercato. La carne costa poco, a volte persino meno di certi prodotti ortofrutticoli. Gli allevamenti intensivi hanno abbassato i prezzi e lo hanno potuto fare celando al pubblico altri costi non segnalati in etichetta, e cioè quelli della salute e soprattutto quelli dell’ambiente, che sono a carico di tutta la collettività, anche di chi ha fatto scelte alimentari diverse e più sostenibili. E allora il principio che chi inquina debba pagare dovrebbe essere giustamente adottato da ogni paese a beneficio di tutti i suoi cittadini. La Danimarca e la Svezia stanno riflettendo sul tema e altri seguiranno. È inevitabile con buona pace dei produttori di carne che temono di veder ridotti i loro guadagni e dei ristoratori senza etica, che propongono una cucina superata, poco sana e anche poco creativa.


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La salute è veg. Lo dicono Gran Bretagna e Israele

Eatwell_guide_2016_FINAL_MAR-16 (1)Nella sua nuova Eatwell Guide (eng) il ministero della salute britannico ha stabilito che una dieta salutare dovrebbe comprendere più frutta e verdura, carboidrati, poche proteine vegetali o animali, meno cibi e bibite zuccherate. Queste linee guida (eng) rivoluzionano completamente le proporzioni dei gruppi di alimenti utili a nutrirci bene e tenerci in buona salute come si può vedere nello schema qui sopra. Il loro obiettivo è anche quello di far calare le emissioni nocive legate a produzioni alimentari inquinanti (vedi allevamenti intensivi). In Israele il ministro della sanità, religioso ortodosso, Yaakov Litzman (eng) in una conferenza di cardiologi ha attaccato con veemenza McDonald’s auspicando che il “junk food e l’azienda americana” lascino il paese.

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Yaakov Litzman

Dal suo ministero è anche recentemente partita una campagna contro le bevande zuccherate. Sempre in Israele la miliardaria e mecenate Raya Strauss (eng) ha raccomandato agli israeliani di smetterla di lamentarsi per l’alto prezzo dei pomodori e di mangiare qualche altra verdura più di stagione.

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Raya Strauss

Il suo discorso sembrava ricordare la regina francese Maria Antonietta quando disse: Se non c’è pane, mangiate brioches!, ma la signora Strauss voleva esprimere qualcosa di molto più moderno e logico. Ha, infatti, specificato come il pomodoro anche in Israele adesso sia fuori stagione ed è quindi comprensibile che agli agricoltori costi di più produrlo. Quali sono i messaggi di queste notizie? Il primo è che la rivoluzione alimentare sta coinvolgendo i governi, preoccupati dalla cattiva salute dei loro cittadini e dai crescenti costi dei sistemi sanitari. Il secondo è che più ci si avvicina al vegetarianismo e più ci si allontana dalla cattiva alimentazione e dall’inquinamento. Il terzo è che anche la nutrizione vegetale ha delle regole di buonsenso e di cultura. Voler mangiare pomodori, cetrioli, peperoni e melanzane, zucchine tutto l’anno è sbagliato. Assecondare la natura fa bene alla salute e al portafoglio.