The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Petrini: il 14% dei gas serra è prodotto dal settore zootecnico

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Carlin Petrini a Expo durante il dibattito organizzato da TVC

Carlin Petrini pubblica oggi su la Repubblica alla vigilia della conferenza di Parigi sul Clima un interessante articolo dal titolo Perché l’agricoltura incide sul clima . Petrini ci ricorda che Su scala mondiale, l’agricoltura e l’allevamento sono i più grandi utilizzatori di acqua dolce, consumando il 70% delle risorse idriche disponibili. I fertilizzanti a base di azoto rappresentano il 38% delle emissioni dell’agroalimentare e che Allevamenti industriali sempre più grandi producono grandi quantità di deiezioni, creando problemi di inquinamento e smaltimento; il mangime arriva da monocolture intensive, spesso lontane centinaia o migliaia di chilometri, e causa di deforestazione. Il settore zootecnico — di conseguenza — è responsabile del 14% dei gas serra. Ma  a Parigi non se ne parlerà. Attribuire il cambiamento climatico anche alla produzione di cibo è un tabù. Eppure nutrire il pianeta era il tema dell’Expo e che la produzione del cibo sia legata alla qualità dell’ambiente era evidente in tutti i padiglioni, dove i vari paesi raccontavano orgogliosi le virtù dei loro ambienti naturali, della loro biodiversità. Petrini con Slow Food lancia l’appello Non mangiamoci il clima, che merita senz’altro una firma. Anche se non è esplicitato il discorso di Petrini indirizza al vegetarianismo, a un’alimentazione, dove la carne non sia più al centro dell’alimentazione quotidiana. Bisteccherie e hamburgherie prolificano vicino a nuovi locali vegetariani. Ristoratori e consumatori sono posti di fronte a delle scelte, che seguono a volte troppo l’istinto e l’abitudine senza guardare al futuro come invece fa Petrini.


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Una lettera da Düsseldorf

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Gianluca Casini al Joia durante il concorso 2015

Fin dalle nostre origini cerchiamo di far passare il messaggio che il nostro concorso vegetariano altro non è che un modo per connettere i cuochi, creare nuovi rapporti, “fare rete” come si dice oggi. La competizione si trasforma presto in “collaborazione”, in amicizia, in desiderio di scoperta, in condivisione come ama dire Pietro Leemann. Ed è per questo che siamo felici di pubblicare questa lettera di Gianluca Casini da Düsseldorf, uno dei concorrenti dello scorso anno. Le sue parole spiegano molto bene lo spirito che ci anima e che ci porterà di nuovo a giugno a incontrarci.

Grazie Gianluca!

Buonasera mie care “icone di buona vita”…….. dico così perché dopo la mia breve ed intensa esperienza a THE VEGETARIAN CHANCE, il mio stile di vedere la cucina é totalmente cambiato. Avevo avuto un approccio con la cucina vegetariana in un lontano passato, ma non l’ho mai considerata importante fino a quando non mi sono reso conto con i miei stessi occhi quello che può portare come esperienza personale cucinare con il cuore e non solo con la testa. È vero, con il cuore dico, perché é proprio così che é diventato il mio approccio con le materie prime dal giugno 2015, sembra forse un po’ tardi, a 40 anni rimettersi in gioco mettendosi a studiare la cucina vegana, peró, farlo mi rende felice. E non solo a me, ma anche ai miei clienti, che ho portato piano piano, ma con molta determinazione verso le mie convinzioni su come mangiare sano. Purtroppo il mio locale non é nato per fare solo cucina di questo tipo e ha un’altra filosofia. Io, però, ho integrato l’offerta con una scelta alternativa molto ampia inserendo la cucina vegetariana, vegana, e adatta a chi soffre di intolleranze. La mia scelta sta riscuotendo piano piano i suoi riconoscimenti anche se ancora in piccola parte. Non bisogna dimenticare che Düsseldorf é una grande città e offre molte opportunità di soddisfare l’appetito e riempire lo stomaco. Solo quello, però. In realtà chi mangia anche con la testa riconosce i locali giusti. Ed io miro proprio a questo tipo di clientela che gradualmente ho in piccola parte conquistato. La strada da percorrere é ancora lunga e quindi cercherò con l’impegno di conquistare un po’ di notorietà in più. L’esperienza del Joia e del concorso mi ha fatto riscoprire una cosa molto importante, la serenità nel cucinare. L’aria che si respirava in quei giorni mi ha dato la sensazione di aver trascorso una settimana in vacanza. Non avvertivo la competizione e questo mi ha lasciato veramente sorpreso, forse perché arrivavo da un esperienza sbagliata, o forse perché non conoscevo ancora questo lato della cucina “sana”. Credo che Pietro Leemann debba la sua notorietà all’essere la persona che é, al carisma che trasmette, e poi ovviamente alla sua cucina e alle sue creazioni. È stata in ogni caso una vera esperienza di vita, e di questo vi sono molto grato. Questa é una parte di quello che é cambiato in me dopo essere venuto a Milano. Adesso invece chiedo che sta succedendo, potrò di nuovo presentare la mia candidatura per l’anno prossimo? Potrò di nuovo essere uno dei concorrenti? Spero proprio di sì! In ogni caso sto arrivando! Mi sto documentando molto e sto riscoprendo di nuovo l’interesse per le materie prime come quando andavo a scuola e cercavo sui libri i prodotti che non conoscevo. E quanti ancora oggi non ne conosco! C’è poi lo studio per creare cose nuove ed interessanti che non alterino i sapori e mantengano la loro struttura, insomma mi sto veramente divertendo. Spero di avere presto vostre notizie al riguardo, e mi auguro di poter di nuovo salutarvi personalmente l’anno prossimo, nel frattempo vi seguo comunque tramite Facebook, insomma rimango sempre connesso con l’Italia! Un abbraccio e un buon lavoro! Grazie ancora….. Gianluca

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Il ristorante di Gianluca a Düsseldorf  http://www.arteincucina.de