The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


Lascia un commento

Oggi parliamo vegetariano

Una più diffusa coscienza ambientale, un interesse per stili di vita più salutisti, una ricerca e una scoperta di sapori più naturali e meno artefatti dall’industria alimentare. Sono questi i principali motivi del vero e proprio boom che la cucina vegetariana e vegana sta vivendo nel mondo sviluppato. Si tratta di una rivoluzione culturale prima ancora che gastronomica. E dunque non è un caso che The Vegetarian Chance associ nel suo logo cultura e cucina anteponendo la prima alla seconda.

Saranno delle conferenze, il 7 giugno al Monte Verità, a spiegare prima di tutto il senso della scelta vegetariana e saranno poi i cuochi, il 22 giugno a Milano al Joia, con la loro maestria a dare dimostrazione pratica del valore gastronomico della cucina vegetariana. Nella serata del 7 giugno alle ore 20 al Monte Verità è in programma una cena di gala molto speciale “Alcool free” a cura di Pietro Leemann e la sua brigata in collaborazione col servizio del ristorante Monte Verità. Se pure il concorso di cucina internazionale è il cuore dell’iniziativa, The Vegetarian Chance si propone soprattutto di essere un “contenitore” di iniziative sul mondo vegetariano e vegano per stimolare non solo le papille gustative, ma un dibattito “salutare” sui temi dell’alimentazione, della salvaguardia dell’ambiente e del nostro benessere psicofisico. Tutti elementi tra loro indissolubilmente legati. Frutto dell’iniziativa di uno chef, Pietro Leemann, e di un giornalista, Gabriele Eschenazi, The vegetarian chance nasce anche guardando all’Expo, molto vegetale, ma molto poco vegetariana.

Eppure per nutrire il pianeta sarà necessario prendere atto che l’iper produzione di carne e pesce sta rapidamente impoverendo il pianeta. Non sarà più sostenibile consumare 15mila litri d’acqua e 15 chili di soia per produrre un chilo di carne quando da un solo chilo di soia si ricavano due chili di tofu. Quasi inevitabilmente le nostre abitudini alimentari dovranno cambiare: essere più consapevoli e meno condizionate. Oggi troppo spesso mettiamo nel piatto il cibo che troviamo più facilmente disponibile senza fare una vera scelta, senza guardare agli ingredienti e lasciandoci più facilmente sedurre dalle immagini.

Una “scelta consapevole” è la chiave per far sì che consumatori e cuochi si avvicinino alla cucina vegetariana, non una “stravaganza”, ma una risposta al tema dell’Expo Nutrire il pianeta. Mangiare vegetariano, però, può e deve significare anche mangiar bene, soddisfare i nostri sensi. Da qui l’importanza degli chef. A loro il compito di inventare piatti di sostanza, che raccolgano le molte opportunità del mondo vegetale, ricco di gusti, colori e varietà scanditi al ritmo delle stagioni. Maggiore coscienza del cibo vuol dire anche consumare prodotti biologici (no OGM), locali, stagionali. The vegetarian chance pone e porrà l’accento su “un’opportunità” da cogliere. Non propone una competizione tra cucina carnivora e cucina vegetariana. La scelta di mangiare verdure piuttosto che carne è un’evoluzione della cucina onnivora che ci coinvolge come esseri umani dotati di una coscienza, di un libero arbitrio, che ci consente di scegliere.

Hanno aderito al nostro invito di dibattere il tema esponenti di alto livello sulla scena gastronomica italiana e internazionale. Primo tra tutti il maestro Gualtiero Marchesi. Con lui, in Italia, Marco Ferrini, Davide Paolini, Marco Bianchi, Cinzia Scaffidi di Slow Food, Luca Sacchi. Dagli Usa la chef vegana Kristen Thilbeault, dall’Olanda, Joris Heijnen direttore olandese di Variatie in de Keuken. Di prestigio i cuochi che hanno accettato di misurarsi nella sfida vegana: Antonia Klugmann del ristorante Venissa (Venezia), Carla Aradelli del ristorante Riva (Ponte dell’Olio-Piacenza), Mario Gagliardi ristorante Il Cascinale Nuovo (Isola d’Asti), Matteo Rizzo ristorante il Desco (Verona), Alberto Quadrio ristorante Asola-Cucina sartoriale (Milano), Femke van den Heuvel ristorante Vlamindepan (Haarlem-Olanda), Anders Ramsay Elwing&Co catering (Stoccolma- Svezia). Ci accompagnano in questa avventura: il Monte Verità, luogo simbolo del vegetarianismo europeo, che ci ospita nella giornata del 7 giugno, S.Pellegrino&AcquaPanna che con il suo magazine online Finedininglovers è il nostro media partner.